Cos’è il risarcimento diretto?
5 Febbraio 2020 No Comments » Sinistri Giovanni Senatore

Risarcimento diretto o procedura ordinaria: come comportarsi?

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A partire dal 1 febbraio 2007, a seguito del DPR 254/2006 conosciuto da tutti come Decreto Bersani, è stata introdotta un’importante innovazione in termini di assicurazioni: l’indennizzo o risarcimento diretto. Se la Compagnia Assicuratrice con cui avete contratto la vostra polizza RC Auto aderisce alla Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto (C.A.R.D), in taluni casi di sinistro con ragione – vedremo poi quali – anziché chiedere il risarcimento alla compagnia della controparte, è possibile rivolgersi direttamente alla propria assicurazione. Al di fuori dei casi di applicabilità o in caso di compagnia che non aderisce alla convenzione, generalmente quelle straniere, resta invariata e sempre valida la procedura ordinaria.

Il motivo per il quale venne introdotta questa convenzione fu di agevolare i sottoscrittori di una polizza RC Auto, attraverso una maggiore semplificazione della procedura per la richiesta del risarcimento – è molto più facile rivolgersi al proprio assicuratore che alla Compagnia Assicuratrice della controparte – e tempi d’indennizzo più snelli. Nelle intenzioni del legislatore, inoltre, questa innovazione avrebbe dovuto avere anche un riflesso positivo sui premi di polizza, abbassandoli. Non ci permettiamo il lusso in questa sede di giudicare il successo o meno di questa iniziativa, ma a distanza di quasi quindici anni dall’introduzione del Risarcimento Diretto riteniamo che il lettore possa trarre da solo le proprie conclusioni.

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In quali casi si applica il Risarcimento Diretto?

Il Codice Unico delle Assicurazioni stabilisce le condizioni di applicabilità:

  • Nel sinistro non devono essere stati coinvolti più di due veicoli a motore, identificati e assicurati (quindi in caso di tamponamento a catena, ad esempio, l’Indennizzo Diretto è sempre escluso)
  • Gli eventuali danneggiati, sia i conducenti che i trasportati, non devono aver contratto infortuni superiori ai 9 punti percentuali di invalidità permanente
  • Entrambi i veicoli coinvolti devono essere stati immatricolati in Italia (o nella Repubblica di San Marino o nello Stato del Vaticano)
  • Le Compagnie Assicuratrici coinvolte devono aver aderito entrambe alla Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto (C.A.R.D.)

In tutti gli altri casi sarà necessario avvalersi della procedura ordinaria. Quindi a risarcire i danni non sarà più la propria compagnia assicuratrice, ma quella della controparte. Ciò significa tempi più lenti (fino a 60 giorni, in caso di soli danni materiali, o 90 giorni in presenza di infortunati) e una procedura più complessa, per la quale è opportuno avvalersi di un valido intermediario.

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In quali casi è sempre escluso il Risarcimento Diretto?

Per amore di completezza elenchiamo i casi in cui l’indennizzo diretto è sempre escluso:

  • I sinistri da turbativa (ovvero quelli in cui non c’è urto tra i due veicoli: il comportamento anomalo o illecito di un veicolo causa a un altro un urto contro, ad esempio, un palo o un cassonetto o lo costringe a uscire di strada, e via dicendo)
  • I sinistri multipli, ovvero in cui sono coinvolti più di due veicoli
  • I sinistri avvenuti con un veicolo immatricolato in un paese che non sia l’Italia (o la Repubblica di San Marino o lo Stato del Vaticano)
  • Sinistri con un ciclomotore che non sia munito della c.d. “nuova targa” (ex DPR 6 marzo 2006, n. 153)
  • I sinistri che si sono verificati in territorio estero
  • I sinistri per il quale interviene il Fondo di Garanzia Vittime della Strada
  • I sinistri in cui sono coinvolti veicoli speciali (macchine agricole, ecc.)

Inoltre ai sensi dell’art. 139 Cod. Ass.ni, i danni risarcibili con l’indennizzo diretto sono:

  • Quelli subiti dal veicolo assicurato
  • Quelli inflitti a cose trasportate appartenenti o al proprietario o al conducente
  • Le lesioni di lieve entità subite dal conducente che si risolvono in un danno biologico inferiore o uguale al 9% di invalidità permanente (micropermanenti)

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Cosa devo fare per richiedere il Risarcimento?

In caso di Risarcimento Diretto la richiesta – da inviare via raccomandata o pec – deve contenere alcune informazioni fondamentali, senza le quali la Compagnia Assicuratrice non può avviare la procedura d’indennizzo. Questi sono:

  • Il CID, anche monofirma
  • L’eventuale verbale del pronto soccorso, nel caso ci siano stati degli infortunati
  • Le eventuali ricevute di Terzi (intermediari, medici, fisioterapisti, ecc.)
  • L’eventuale stato di famiglia, ma solo in caso di decesso della vittima

I termini di tempo per la risposta della Compagnia Assicuratrice sono di 30 giorni, in caso di Risarcimento Diretto; 60 giorni, in caso di procedura ordinaria; e 90 giorni, in caso di infortunio. In questo caso sarà anche necessario sottoporsi a una visita medico-legale della controparte, la quale constaterà lo stato di salute del danneggiato. Naturalmente sarà necessario allegare tutta la documentazione clinica necessaria a stabilire il danno.

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Cosa può fare lo Studio San Giorgio?

Riguardo al Risarcimento Diretto appare tuttavia singolare che a risarcire il danneggiato sia la propria Compagnia Assicuratrice, anziché quella di chi il danno lo ha causato. Con la propria assicurazione si ha un rapporto anche commerciale, si paga una polizza e ci si aspetta di essere assistiti e difesi in caso di sinistro. In effetti, quello che fa stupire di questa innovazione introdotta con il Decreto Bersani, è come sia possibile che proprio chi dovrebbe difendere il danneggiato sia lo stesso che lo dovrebbe risarcire. È come se la Compagnia Assicuratrice dovesse difendere il proprio contraente da se stessa.

Con più di dieci anni di esperienza nel campo delle Responsabilità Civili, lo Studio San Giorgio può sostituirsi al cliente nella gestione della pratica. Facilitando in questo modo l’ottenimento di un equo risarcimento per i danni subiti a causa del sinistro, senza la necessità di anticipare le eventuali spese mediche. L’onorario dello Studio San Giorgio è dovuto dalla Compagnia Assicuratrice soccombente, e quindi al danneggiato rivolgersi al nostro studio non costa nulla.

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