Sinistro multiplo: cosa fare?
9 Luglio 2020 No Comments » Senza categoria Giovanni Senatore

In caso di incidente che coinvolge più automobili, ad esempio un tamponamento a catena, a chi bisogna chiedere il risarcimento?

Il più frequente di questo tipo di sinistri è il tamponamento a catena, nel quale più veicoli incolonnati finiscono per collidere l’uno contro l’altro a causa della forza d’urto impressa dall’ultimo della colonna. Tuttavia non è l’unico: un auto curva in velocità, sbanda e va a schiantarsi contro due o tre automobili placidamente parcheggiate a bordo strada. Un’automobilista ubriaco passa col rosso e colpisce un mezzo che aveva preso ad attraversare l’incrocio proprio in quel momento, questo a sua volta carambola contro un terzo coinvolgendolo nel sinistro. In tutti questi casi e in ogni altro in cui sono coinvolti più mezzi, la procedura dell’indennizzo diretto non può essere avviata. Allora che fare?

A questo punto il danneggiato è costretto a richiedere il risarcimento direttamente alla Compagnia assicuratrice del mezzo responsabile del sinistro. In questo caso la procedura di riferimento non è quella dell’indennizzo diretto ma l’ordinaria, la quale neanche a dirlo è più lenta (fino a novanta giorni per ricevere il risarcimento, contro i trenta massimi del diretto) e più complessa. Non solo, ma il vostro assicuratore, quello a cui ogni anno pagate il premio assicurativo, non può aiutarvi. Dovete pensarci proprio VOI. Da soli. Allora, che fare?

Come si chiede il risarcimento con procedura ordinaria?

Innanzitutto inviando una lettera raccomandata alla Compagnia del mezzo responsabile del sinistro, in cui indicare:

  • il nominativo del soggetto che ha diritto al risarcimento
  • il luogo, il giorno e l’ora in cui le cose danneggiate sono disponibili per l’ispezione intesa ad accertare l’entità del danno
  • le circostanze nelle quali è avvenuto il sinistro
  • la dinamica dell’incidente
  • il codice fiscale del danneggiato (e di tutti i soggetti che hanno diritto al risarcimento)
  • l’età, l’attività e il reddito del danneggiato
  • l’entità delle lesioni subite (se ci sono)
  • l’attestazione medica che dimostri l’avvenuta guarigione
  • una dichiarazione attestante che il danneggiato non ha diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie (come ad esempio l’INAIL) oppure una dichiarazione che specifici di quali prestazioni il danneggiato può beneficiare
  • lo stato di famiglia della vittima nel caso di incidente mortale

Specificando inoltre se sono intervenute autorità di pubblica sicurezza e se è stato redatto un verbale, e se sono intervenuti medici o sanitari in genere e, nel caso, di quale struttura.

Quanto tempo per ricevere il risarcimento?

Una volta ricevuta la richiesta di risarcimento la Compagnia apre il sinistro e ne da comunicazione al danneggiato, inviandogli una lettera/mail che contiene i riferimenti della pratica (numero di sinistro, ufficio che provvede alla trattazione, recapiti telefonici e orari nei quali è possibile contattare il liquidatore). Entro 90 giorni dall’apertura del sinistro la Compagnia assicuratrice è obbligata a formulare un’offerta di risarcimento – da negoziare telefonicamente col liquidatore – o indicare i motivi per i quali si ritiene di non formulare alcuna offerta. Questo termine viene ridotto a 60 giorni nel caso in cui i danni si limitano alle sole cose. 

Se invece i danni riguardano anche le persone, allora l’offerta viene generalmente preceduta da una visita medico-legale presso un professionista di fiducia della Compagnia per la valutazione dei danni fisici. In questo caso il danneggiato non può rifiutarsi di acconsentire agli accertamenti. Se si rifiuta il termine di 90 giorni per effettuare l’offerta resta sospeso. Ciò significa che finché il richiedente non si mette a disposizione per la visita non potrà pretendere di essere tutelato davanti al giudice. Infine Se la documentazione risulta incompleta la Compagnia deve segnalarlo entro 30 giorni e il termine per effettuare l’offerta rimane sospeso finché la documentazione non viene integrata.

A questo punto cosa succede?

Quando viene formulata l’offerta può accadere che il danneggiato dichiari di accettare. A questo punto la Compagnia deve procedere al pagamento entro 15 giorni dal momento in cui riceve l’accettazione. Ma può anche accadere che il danneggiato la rifiuti non considerandola congrua. A questo punto la Compagnia deve procedere al pagamento dell’importo previsto entro 15 giorni: la somma sarà considerata come un anticipo rispetto al risarcimento complessivo. Può anche capitare che il danneggiato non si pronunci. Se passano 30 giorni dal ricevimento dell’offerta senza che il danneggiato l’accetti o la rifiuti, la Compagnia deve procedere al pagamento dell’importo previsto nell’offerta medesima entro 15 giorni. Anche in questo caso la somma viene considerata un anticipo.

In ogni caso il danneggiato può ricorrere presso il Giudice di Pace solo se il termine per effettuare l’offerta (di 60 o 90 giorni a seconda delle situazioni) è scaduto senza che la Compagnia abbia comunicato le sue intenzioni. Tuttavia prima di ricorrere al Giudice il D.L. n 132/2014 obbliga il danneggiato a tentare una soluzione amichevole con la Compagnia soccombente mediante un negoziato. Questo nuovo procedimento prevede che la parte che ha subito il danno debba invitare la controparte a tentare la conciliazione. La parte che riceve l’invito ha tempo 30 giorni per dare una risposta. Per il negoziato il danneggiato può richiedere l’assistenza di un avvocato o – mossa decisamente più astuta – un patrocinatore stragiudiziale. 

Cosa può fare lo Studio San Giorgio?

Con più di dieci anni di esperienza nel campo e con un organico che comprende diverse figure professionali sia appartenenti all’albo degli avvocati sia a quello dei patrocinatori, e con un proprio poliambulatorio attrezzato e un team di medici legati, fisiatri e fisioterapisti, lo Studio San Giorgio è in grado di assistere il danneggiato in tutto l’iter sanitario e giuridico necessario, fino a giungere rapidamente a un equo e completo risarcimento. Tutto questo senza chiedere onorari (che vengono garantiti per legge dalla Compagnia soccombente) e anticipando le spese al posto del cliente.

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