Sono stato investito: cosa devo fare?
4 Settembre 2020 No Comments » Senza categoria Giovanni Senatore

Come mi devo comportare se sono stato investito?

Chi investe un pedone si presume responsabile fino a prova contraria. Chi è stato investito pertanto non ha l’obbligo di dimostrare di essere dalla parte della ragione, anche se è sempre meglio procurarsi le prove testimoniali di quanto accaduto e conservare tutti i documenti delle cure mediche e delle spese sostenute. Se non è augurabile causare un incidente, lo è ancora meno investire un pedone. Ma come deve comportarsi il pedone in caso d’investimento? Quali pratiche deve svolgere per ottenere il risarcimento per i danni subiti dall’urto?

Il conducente è tenuto a risarcire i danni – e potrebbe anche essere sottoposto a processo penale – se non è in grado di dimostrare che la colpa dell’investimento è del pedone. Per farlo è necessario che l’automobilista fornisca le seguenti prove: 1) di aver guidato in modo diligente; 2) che il comportamento del pedone è stato imprevedibile e l’urto inevitabile. Il tipico esempio è quello di un bambino piccolo che, sfuggendo alla presa dei genitori, attraversa improvvisamente la strada finendo sotto le ruote di un’automobile ormai già sopraggiunta e incapace sia di vedere l’ostacolo sia di frenare. Ma procediamo con calma.

Mancano le prove?

Nel caso di incidente stradale tra due veicoli, in mancanza di prove  la responsabilità viene divisa al 50% tra i due conducenti. È il cosiddetto «concorso di colpa» e opera in automatico. In caso di investimento del pedone, invece, in assenza di dimostrazioni sulle reciproche responsabilità la colpa viene attribuita all’automobilista. Questo significa che se il conducente non riesce a dimostrare l’assenza di una propria responsabilità, in mancanza di prove viene sempre ritenuto colpevole. Vediamo dunque cosa fare per ottenere il risarcimento dall’assicurazione.

Cosa deve fare il pedone per avere il risarcimento?

Non avendo alcun onere della prova, in prima battuta il pedone non dovrà preoccuparsi più di tanto. Avere però sin dall’inizio il controllo della situazione servirà a evitare brutte sorprese. Nel momento in cui il pedone viene investito, anche nel caso di lesioni lievi, verrà trasportato al pronto soccorso. Da questo momento inizia una lunga trafila di certificati medici che sarà bene conservare con cura, insieme a tutti gli scontrini per le medicine e alle fatture per le indagini strumentali, onde poter provare il danno subìto: danno che sarà sia fisico che morale.

Dopo aver ottenuto le dimissioni dall’ospedale, la prima cosa da fare per il pedone è inviare subito una diffida all’assicurazione del veicolo responsabile. Ogni volta che a seguito di un incidente stradale ci sono feriti, le autorità devono intervenire per prendere gli estremi dei soggetti coinvolti. Questi ultimi hanno l’obbligo di non allontanarsi dal luogo del sinistro altrimenti ne rispondono penalmente. Quindi è possibile ottenere gli estremi della controparte recandosi al comando di polizia o dei carabinieri che sono intervenuti.

Individuata la compagnia con cui il responsabile ha contratto la polizza, si può spedire la raccomandata con la richiesta di risarcimento. La stessa può essere spedita dal danneggiato o da un suo intermediario. L’assicurazione ha 90 giorni di tempo per poter presentare un’offerta di indennizzo. Nella lettera bisogna indicare il giorno e il luogo del sinistro, i soggetti coinvolti, eventuali nomi di testimoni – è sempre bene averne almeno uno –, i danni fisici certificati al pronto soccorso e la prognosi. Naturalmente l’intervento dello Studio San Giorgio farà risparmiare al danneggiato tempo e stress, a fronte di un risultato indubbiamente migliore.

I certificati medici

La seconda cosa da fare per il pedone investito è sottoporsi periodicamente al controllo medico, così da certificare l’andamento della guarigione, le cure e le eventuali conseguenze. Egli dovrà recarsi a visita ogni volta che scadono i giorni di prognosi rilasciati dal precedente certificato medico, fino a quando non gli viene rilasciato il certificato di intervenuta guarigione. Insieme ai certificati vanno conservate le prove di pagamento delle cure farmacologiche e le terapie eseguite fino alla guarigione. Chiaramente più sono i giorni di inabilità, più sarà alto il risarcimento.

Invalidità e danno biologico

L’entità del risarcimento viene determinato da tre parametri:

  • il danno biologico: ossia il danno fisico conseguente all’investimento, determinato sulla base di una percentuale riconosciuta da un medico legale e rapportata all’età del danneggiato;
  • l’invalidità totale temporanea: si tratta dei giorni in cui il danneggiato deve restare immobile ai fini della guarigione, in ospedale o anche a casa;
  • l’invalidità parziale temporanea: si tratta dei giorni in cui il danneggiato, pur potendosi muovere, non ha comunque il pieno controllo del proprio corpo (non può guidare, correre, deve portare un gesso, ecc.).

Ovviamente l’assicurazione non liquida il danno sulla fiducia, ma lo fa seguendo le indicazioni di un proprio fiduciario. Quest’ultimo di solito prende contatto con il danneggiato – o un suo intermediario – e viene fissata una data per la visita medico-legale di controparte.

Denuncia penale

L’investimento del pedone potrebbe anche indurre il reato di lesioni. A tal fine sarà bene che il danneggiato si consulti con il proprio avvocato per il deposito della querela, poiché in caso di avvio del processo penale non si potrà avviare nel frattempo alcuna causa civile per il risarcimento.

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