VENTO FORZA 8, ANZI 7
21 Settembre 2020 No Comments » Senza categoria Giovanni Senatore

Una storia VERA: investito da un “uragano” non viene risarcito dall’impresa assicuratrice perché il vento non era abbastanza forte

Secondo la scala di Beaufort serve un vento forza 8 per configurare una burrasca. Il motivo per cui vi diamo questa informazione diventerà chiaro tra pochi istanti. Era una notte buia e tempestosa quella di sabato 21 dicembre 2019. Il Piemonte, come gran parte dell’Italia settentrionale, era stretto nella morsa di una perturbazione transatlantica caratterizzata da piogge torrenziali e venti impetuosi. La stessa Protezione Civile emana più volte l’allerta meteo. Passata la burrasca i danni risultano ingenti: allagamenti, alberi e segnaletica stradale sradicati, in alcuni casi accasciati sui mezzi in sosta, cornicioni crollati, tetti divelti e via dicendo. In alcune aree del Piemonte si registrano addirittura dei feriti. Gli interventi dei vigili del fuoco, come si può immaginare, sono centinaia.

Tra i tanti danneggiati c’è anche un giovane professionista torinese che risiede in una zona precollinare della città. La notte del 21 dicembre ha parcheggiato la sua Jeep nel viale alberato fronte casa, come sempre. A tarda notte asserragliato nel suo appartamento al riparo dalla burrasca sente un forte botto. È un cassonetto della spazzatura che sospinto dalle raffiche di vento impatta contro la sua automobile. L’indomani mattina, quando il tempo concede un po’ di tregua, il trentunenne va a controllare lo stato del veicolo e purtroppo constata che il bidone ha proprio impattato contro il fianco posteriore sinistro della sua Jeep procurando un danno da circa mille euro, come risulterà poi dal preventivo del carrozziere.

Per fortuna l’automobilista aveva pensato bene di assicurare il mezzo non solo per la RC auto, stipulando con un’impresa assicuratrice di cui taciamo per il momento il nome una polizza multi risk estesa a tutte le garanzie: incendio, furto e rapina, cristalli, atti vandali e, per l’appunto, eventi atmosferici; a fronte di un premio annuo sostanzioso. Il trentunenne si reca immediatamente presso la propria agenzia assicurativa, la stessa in cui aveva stipulato il contratto di polizza, sereno per la propria posizione tutelata. Quello che si sente rispondere dall’agente ha del surreale: non vogliono neppure aprire la pratica perché non si sa a chi appartenga il bidone e pretendono che l’assicurato vada in cerca del suo proprietario! Come se il responsabile del danno non sia il “vento”, ma il proprietario del bidone.

A questo punto comincia un kafkiano tira e molla con il liquidatore, il quale richiede la certificazione del fenomeno atmosferico che si è abbattuto sull’Italia settentrionale in quei giorni da parte delle autorità competenti. Non gli bastano gli avvisi di allerta meteo diffusi dalla Protezioni Civile o gli articoli di giornale che ne parlano. No! Il liquidatore pretende un documento ufficiale che attesti che l’evento si è verificato con le modalità suddette in quel determinato giorno e luogo; documento che lo Studio San Giorgio a cui a quel punto il cliente si era rivolto per essere assistito procura immanente. Detto documento non solo attesta il dato atmosferico, ma riproduce anche un grafico che riporta l’intensità dei venti tra il 21 e il 25 dicembre nell’area interessata, da cui emerge una velocità con punte di 55 km/h.

A questo punto si produce il più bizzarro e inusitato dei girotondi: stando al liquidatore “il vento non è menzionato tra gli eventi in garanzia”. Lo Studio San Giorgio, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, ha subito verificato le condizioni di assicurazione del contratto e la piena copertura in polizza del danno denunciato, rinnovando la richiesta di risarcimento alla compagnia soccombente. E solo il 4 maggio di quest’anno l’impresa assicuratrice ha ribadito un fermo diniego. “Siamo spiacenti,” scrive il liquidatore, “il sinistro non risulta indennizzabile. Dalla certificazione ricevuta emerge che il vento è stato registrato a una velocità massima di 55 Km/h della scala Beaufort della forza del vento: tale velocità rientra nella classificazione di vento forte e pertanto non si configura nessuno degli eventi atmosferici previsti in polizza”, alludendo in particolare a uragani, trombe d’aria e tempeste.

Morale della favola: “Il vento soffiava sì forte, ma non abbastanza per risarcirla”. Peccato che la polizza sottoscritta dal nostro cliente copra tutti gli eventi naturali, compresi uragani, trombe d’aria, tempeste, alluvioni, inondazioni, mareggiate, frane e smottamenti.  Dato il tenore della risposta, lo Studio San Giorgio ha inoltrato formale reclamo nei confronti della condotta pretestuosa della suddetta compagnia all’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni, e andrà fino in fondo tramite citazione in giudizio per ottenere quanto spetta di diritto al proprio assistito. Lo Studio San Giorgio non lascia calpestare i diritti dei danneggiati!

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